Russia

Multipolarismo è liberazione internazionale

Viviamo in una fase storica nella quale lo sviluppo multipolare del mondo è ormai innegabile e inesorabile, e contribuirà a mutare significativamente il mondo nei decenni a venire. Tuttavia l’affermazione di questo processo non è esente da contraddizioni: da un lato ci sono spinte verso la multipolarizzazione, (sostenute soprattutto dai Paesi del Sud del Mondo,

Le verità e le falsità sull’attentato terroristico al Crocus di Mosca

Sono anni che non accadevano attentati terroristici simili nella Federazione russa.Il bilancio attuale delle vittime è di 143 morti e 182 feriti. Quella avvenuta a Mosca è una tragedia che rimarrà per anni, forse in eterno nella memoria del popolo russo – un popolo che a differenza dei vicini europei ha una memoria davvero lunga,

Assange e Navalny, due pesi due misure: tra disinformazione e informazione

Da L’AntiDiplomatico. Due vicende “umane” ma due realtà molto diverse, diverse per spirito e sensibilità umane, di giustizia e professionali. Da una parte un giornalista d’inchiesta e investigativo e  dall’altra un attivista politico e blogger. Almeno a colpo d’occhio e superficialmente appaiono due figure simili ma se si prova ad entrare nel profondo delle attività

Chi è Irene Cecchini. Breve intervista alla studentessa di 22 anni che ha parlato con Putin

Da La Stampa, che ha cercato di ridicolizzare una studente italiana all’estero solo perché fare una domanda al presidente russo e vivere, studiare in Russia testimoniando la falsità della narrativa occidentale smonta del tutto il castello di carta montato da anni dai media italiani (La Stampa inclusa). «Quella che vedete in Italia non è la

Germania: perché siamo all’anno zero

Da L’AntiDiplomatico. In più di una circostanza ho esposto la tesi che le responsabilità di fondo dell’attuale, pericolosissima, crisi geopolitica sia dovuta alla folle politica tedesca e dei paesi del nord Europa legati a filo doppio a Berlino come l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, l’Austria, tanto per non fare nomi. Il movimento della Storia a

Chi era Navalny e quali aspetti del suo passato l’amnesia retrograda dei quotidiani sta occultando?

Da L’Indipendente. Nato nel 1976 in una cittadina della provincia di Mosca, fin da giovanissimo Alexei Navalny è attivo nell’opposizione russa, finché nel 2008 viene cacciato dal partito Narod (Popolo), che aveva contribuito a fondare, per affermazioni xenofobe, dopo che in un comizio aveva paragonato i caucasici a degli «scarafaggi scuri di pelle» suggerendo di adoperare «le pistole» contro di

Intervista a Nicolai Lilin. Navalny, Tucker, guerra in Ucraina.

Da MowMag. Prima Vladimir Putin si fa intervistare dal giornalista americano Tucker Carlson, poi muore improvvisamente il dissidente politico russo Alexei Navalny. Su questo e altro abbiamo [MowMag] intervistato lo scrittore Nicolai Lilin, autore del romanzo “Educazione siberiana“, così come di altri saggi su Russia e Ucraina. Sulla guerra dice che “non finirà” (o meglio,

Leontiev, pensatore al crocevia

Da Geopolitika.ru. Konstantin Nikolaevič Leontiev (1831-1891) è stato uno dei pensatori più influenti della Russia della seconda metà del XIX secolo. Le opinioni di Leontiev hanno influenzato filosofi e pensatori come V.S. Solovyov, N.A. Berdjaev e P.A. Florensky. Oggi lo studio delle opere e dei punti di vista di Leontiev interessa soprattutto la storia della

Cento anni dopo Lenin: La necessità di una strategia globale leninista

Tradotto da Eros R.F. Da Russia in Global affairs, apparso nel n.2 del 2014 (aprile/giugno). Un profeta è senza onore solo nella sua terra e nella sua casa, disse Gesù secondo i Vangeli. Inizialmente accolto da Nazareth come un figlio nativo, Gesù aveva tenuto un sermone radicale basato sulla lettura del profeta Isaia e poi

Il viaggio europeo della Russia è finito. Intervista a Sergey Karaganov

Da Geopolitika.ru. In termini di centro di potere globale, il Vecchio Mondo è finito. Mosca lo capisce, ma i nostri ex partner continuano a negarlo. Non molto tempo fa, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha detto: “L’Unione Europea deve essere pronta alla guerra entro la fine del decennio”. Berlino ha iniziato a parlare