URSS

Lenin, un Patriota russo

Da L’AntiDiplomatico. Vladimir Lenin viene giustamente ricordato come colui che definì la produzione teorica marxista agli esordi della fase imperialista del capitalismo, permettendo una corretta comprensione di questa e gettando le basi per la necessaria saldatura tra le lotta delle classi lavoratrici occidentali e quelle dei popoli coloniali e semi-coloniali, come il grande rivoluzionario che,

L’evoluzione del nichilismo storico nell’URSS

Tradotto da Leonardo Sinigaglia. Dalla Scuola di Marxismo, Università di Zhengzhou, apparso su “Manoscritti della Bandiera Rossa” – Qiushi, 2021/22. Sono passati 30 anni dal crollo dell’Unione Sovietica. Esistono opinioni diverse sulle ragioni della disintegrazione dell’Unione Sovietica, ma l’erosione del nichilismo storico sull’Unione Sovietica e il crollo del suo campo ideologico non possono essere ignorati.

Cento anni dopo Lenin: La necessità di una strategia globale leninista

Tradotto da Eros R.F. Da Russia in Global affairs, apparso nel n.2 del 2014 (aprile/giugno). Un profeta è senza onore solo nella sua terra e nella sua casa, disse Gesù secondo i Vangeli. Inizialmente accolto da Nazareth come un figlio nativo, Gesù aveva tenuto un sermone radicale basato sulla lettura del profeta Isaia e poi

Come muore un’alleanza anti-egemonica

Da Inimicizie. Il 30 marzo 1814, un baldanzoso Zar Alessandro I faceva il suo ingresso a cavallo a Parigi, seguito dal Re di Prussia, dal Principe d’Austria e dalle armate della “sesta coalizione”, vittoriose sull’esercito napoleonico dopo due anni di battaglie, iniziate con la ritirata del condottiero da una Mosca in fiamme.Poco più a sud

Talassocrazia, contenimento e corsa allo spazio

Da La Fionda. Nel 1942, il giurista e filosofo tedesco Carl Schmitt propose una peculiare rilettura della storia del mondo, secondo una fondamentale contrapposizione tra due elementi: Terra e Mare. L’omonima opera, dedicata alla figlia Anima, presenta numerosi esempi di conflitti tra potenze continentali, come Sparta o Roma, e marittime, come Atene o Cartagine. La riflessione

Stalin, un grande stratega?

Da Inimicizie. Torniamo ancora sulla questione della razionalizzazione degli imperi, dopo aver esaminato i due cicli americani (1968-1975, 2016-) quello lungo e doloroso dell’impero romano e gli errori commessi dal sovrano francese Luigi XIV. Questa volta per occuparci di Joseph Vissarionovich Jugashvili – noto ai più come Stalin – un vero esperto della razionalizzazione dei confini e della potenza. Gli anni dell’URSS

L’atomica italiana

Da Inimicizie. E’ il 1968: USA, URSS, Regno Unito e molti altri paesi firmano il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Un negoziato durato anni, iniziato nel ’63 dopo la firma del Trattato per la Messa al Bando Parziale dei Test Nucleari. Una delle tappe più significative di quel processo di “razionalizzazione imperiale” in cui si imbarcarono le due superpotenze

Il fattore nucleare: come le relazioni tra USA e Russia si sono spaccate sull’atomo

Da Inimicizie. Il 21 febbraio, milioni di russi e non si sono sintonizzati sull’annuale discorso di Vladimir Putin al Consiglio della Federazione sullo “stato della nazione”, preannunciato come “storico” nei giorni precedenti. Dopo quasi due ore di analisi sull’”operazione militare speciale”, sul confronto con la NATO nonché su questioni prettamente interne alla Russia, “finalmente” è

Stalin sapeva che Hitler avrebbe attaccato l’Unione Sovietica?

Da Russia Beyond. Il leader del Cremlino ricevette circa ottanta avvertimenti da diverse fonti sulle intenzioni aggressive della Germania nazista, ma non ci credette fino all’ultimo momento, tanto che, nelle prime ore dell’invasione, dette ordine di non sparare, ritenendo quanto stava accadendo “solo una provocazione” La sera del 21 giugno 1941, le guardie di frontiera

Così Stalin ha trasformato Mosca in una megalopoli

Da Russia Beyond. Molti capolavori architettonici sono andati perduti per sempre, altri sono stati rifatti, cambiando radicalmente il volto di Mosca. D’altra parte, questa città non sarebbe diventata una metropoli così fiorente se non fosse stato per il piano di ricostruzione staliniano “Mosca dovrebbe assumere un aspetto europeo. I monumenti e gli edifici storici, naturalmente,

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