Platone

L’ultimo Platone

Da La Città futura. Nell’ultimo Platone il Bene non è più posto al di sopra dell’essere, ma è calato nella struttura delle realtà empiriche, molteplici e in divenire. In quanto ognuna di esse, oltre al disordine e alla mutevolezza propri del tempo e delle materia, presenta un aspetto di unità, di individuazione e ciò si

Gli ultimi dialoghi di Platone

Da La Città futura. Platone compie il suo parricidio nei confronti di Parmenide mostrando che se ogni idea è eguale a sé, ciò significa che non è le altre idee. La dialettica senza il bene: il progetto di una scienza universale Il progetto di fare della dialettica una vera scienza, e naturalmente una scienza universale e suprema,

Il rapporto fra Aristotele e Platone secondo Vegetti

Da La Città futura. La decostruzione della filosofia di Platone da parte di Aristotele parte dalla volontà di superare la separazione, la scissione del mondo, un residuo di quel dualismo parmenideo che, in ultima istanza, era un indizio di una concezione del mondo ancora aristocratica. Secondo Mario Vegetti Aristotele ha sempre cercato di innovare il

La Repubblica di Platone

Da La Città futura. Solo a poco a poco, mediante la dialettica, l’uomo indirizzerà lo sguardo al sole, metafora del bene. L’uomo diviene così, secondo Platone, libero e si trasforma in filosofo, il cui compito è ora di tornare nel fondo della caverna per liberare gli altri uomini ivi rimasti. Il filosofo non deve limitarsi

Il neoplatonismo

Da La Città futura. Plotino (203-269 d.c.)  Il neoplatonismo rappresenta l’ultima declinazione del platonismo nel mondo antico. Il pensiero di Plotino è tuttavia una filosofia nuova e originale, in cui si compenetrano elementi parmenidei, eraclitei, pitagorici, platonici, aristotelici e stoici. L’unità quale condizione della molteplicità Per Plotino l’unità è la condizione della molteplicità, che sarebbe

Dal Simposio al mito del demiurgo

Da La Città futura. Sembra come se l’essenza della filosofia platonica consista nell’immane sforzo di far incontrare l’alto e il basso, l’intelligibile e il sensibile, ossi di innalzarsi verso l’alto della verità e dei valori e poi trasferire quaggiù quello che si trova lassù: conoscere le idee e poi applicare nella città le norme ideali,

Vegetti: Un paradigma in cielo e L’etica degli antichi

Da La Città futura. Vegetti ha cercato di mostrare come non solo Platone ritenesse il suo progetto di società, tendenzialmente comunista, come il migliore dei mondi possibili, ma si sia costantemente sforzato di dimostrare come non si trattasse di un progetto campato in aria La vera e propria svolta nell’interpretazione contemporanea del Platone politico è

Vegetti interprete di Platone e Aristotele

Da La Città futura. Il libro di Mario Vegetti e Francesco Ademollo – Incontro con Aristotele. Quindici Lezioni, Einaudi, Torino 2017 – è certamente una valida introduzione alla filosofia dello stagirita. D’altra parte, dopo aver letto le Quindici lezioni su Platone di Vegetti, pubblicate qualche anno prima dallo stesso editore, non si può sfuggire a una certa insoddisfazione. Tanto il

Vegetti, i platonismi e il principio primo della filosofia di Platone

Da La Città futura. I primi successori di Platone, Speusippo e Senocrate, hanno accentuato la matematica e la teologia astrale, per costruire una metafisica sistematica dei princìpi, considerando i princìpi d’ordine un dato immanente alla realtà. D’altra parte, per quanto paradossale possa apparire, il più grande platonico è stato certamente Aristotele. Certo lo stagirita aveva criticato a fondo Platone, a partire dalla