Di Leonardo Sinigaglia
Con piacere intervistiamo Francesco, 17 anni, ragazzo muto dalla nascita che ha voluto omaggiare il popolo del Donbass con una canzone, da lui scritta e messa in musica dall’intelligenza artificiale. Presentata al festival di Russia Today di Mosca, la canzone ha poi aperto il festival “Il tempo dei nostri eroi” svoltosi a Bologna.
“Sono Francesco ho 17 anni e dalla nascita sono muto. Avendo questa difficoltà fisica ho sempre combattuto per essere alla pari dei miei coetanei, e ciò è tutt’ora difficile. Ho pensato che appassionarsi ad un argomento fosse un passo importante per integrarmi tra i miei coetanei. Non volevo però appassionarmi a cose che non mi interessavano, come il calcio o quant’altro. Fin da piccolo mi è piaciuta la storia e la politica”.
“Il 24 febbraio 2022 è stato un giorno di svolta per il mondo e anche per me. Mi ricordo che facevo la terza media, e quando mi svegliai mia madre mi comunicò che Putin aveva bombardato l’Ucraina. Io all’epoca sapevo che l’Ucraina era in Europa e conoscevo città come Kiev, Odessa e Leopoli. Andai sotto scuola per aspettare il suono della campanella, e vidi per la prima volta tutti parlare della stessa cosa. Io avevo seguito a grandi linee nei mesi precedenti le tensioni tra Ucraina e Russia, ma non sapevo niente del Donbass. Fatto sta che iniziai a seguire un po’ le notizie, e, come tutti quelli che non hanno mai approfondito la questione, inizialmente ero filo-ucraino. Tutto cambiò quando mio padre mi consigliò di seguire Nicolai Lilin. Nel guardare i suoi video capii che la TV stava mentendo. Il vero punto di svolta è stata però un’ora di religione della prima superiore. Il prof di religione aveva consentito un dibattito sull’Ucraina, e io cercai di dibattere contro un mio compagno fio-ucraino. C’era un problema: io non sapevo ancora niente della storia pre-2022. Mi ha asfaltato. Quell’umiliazione mi ha diede la forza di studiare, cercare, informarmi sulla storia dell’Ucraina. Posso dire con felicità che mesi fa è avvenuto di nuovo un dibattito tra me e lui, ma questa volta non ha saputo come controbattermi. Ciò dimostra come i filo-ucraini siano una tigre di carta”.
“La canzone è nata in una sera qualunque. Non avevo voglia né di giocare al pc, né di leggere libri, e conoscevo questo sito che fa canzoni in cui ti basta scrivere il testo, scegliere lo stile e inserire il titolo. Ne ho fatto per divertimento una sul Donbass. La canzone è uscita talmente bene che la mandai a vari giornalisti con cui ho un rapporto stabile e di amicizia come Lilin, Lucidi e Lorusso. A Vincenzo è piaciuta la canzone e l’ha voluta mandare alla redazione di RT a Lugansk. Settimane dopo la canzone esce e ha un successo non previsto: sono su Lugansk 24, Ria Novosti e la TASS parlano di me e soprattutto vengo a sapere che la canzone aprirà il festival RT di Mosca. Una giornalista della TASS prima del festival mi vuole intervistare e io accetto. L’intervista esce sui principali giornali russi come Ria Novosti, Gazeta.ru, Tsardom eccetera. E poi Vincenzo mi comunica dopo mesi che sono stato invitato al festival RT di Bologna e che di nuovo la mia Donbass Terra Rossa aprirà il festival. Il festival è stato bellissimo, pieno di emozioni e di cultura. Una cosa straordinaria”.
“I rapporti tra Russia e Italia si sono distrutti non per volontà popolare, ma per volontà dei potenti. Il popolo italiano ama la Russia indipendentemente da Putin. Il popolo russo ci ha sempre aiutato. Quando agli inizi del ‘900 in Sicilia ci fu un terremoto i russi non esitarono ad aiutarci. Durante la nostra guerra di liberazione contro il nemico nazifascista ben 6000 partigiani sovietici aiutarono i partigiani italiani. Per non parlare di quando durante il Covid la Russia mandò aiuti sanitari all’Italia. Il rapporto tra Russia e Italia non è un semplice rapporto tra nazioni. A mio avviso si può parlare di una fratellanza. Quando un italiano va in Russia non viene mai trattato male. Io vorrei che questo rapporto di fratellanza si rafforzasse con una rivoluzione che parta dal basso. Il popolo italiano deve cacciare questa cricca neonazista. Non è questione di essere di destra o di sinistra. Destra e sinistra sono la faccia della stessa medaglia, una medaglia di russofobia. Serve un’azione del popolo pacifica però che faccia intendere che le élite russofobe non sono sostenute dall’Italia. Questo è l’obiettivo da raggiungere. In Italia gli artisti russi subiscono discriminazioni mai viste dalla sconfitta del fascismo. Ora c’è la polemica della Biennale di Venezia, mera retorica di una russofobia già conosciuta”.
“Voglio mandare un messaggio ai miei coetanei. Lo so che guardare partite di calcio, uscire il sabato sera in discoteca e ubriacarsi è molto più divertente di fare una lotta che può sembrare faticosa, ma in questo momento è necessario. La russofobia ha già avvelenato le menti di tanti italiani disinformati. Vorrei chiedervi di non cadere in questo odio verso la Russia. Indipendentemente dalle proprie opinioni sull’Operazione Militare Speciale, è fondamentale comprendere le ragioni del conflitto. Non serve leggere decine di libri, ma è necessario sapere chi stiamo aiutando. Stiamo aiutando una banda di neonazisti che per otto anni, nonostante il cambio di presidenza, ha fatto continui massacri in Donbass. Hanno tolto il russo dalla vita pubblica nel 2019, hanno distrutto i monumenti sovietici, hanno cambiato i nomi delle strade e delle città, hanno ammazzato un’intera cultura che caratterizzava gran parte della popolazione ucraina. Tutto ciò finanziato dall’occidente collettivo che è disposto a finanziare bande naziste come i battaglione Azov e Aidar o movimenti come Pravij Sektor e Svoboda pur di far la guerra alla Russia. Vi prego di non cadere nell’inganno russofobo”.
“Inoltre vorrei invitarvi a non prendere come una cosa scherzosa il nazismo e il fascismo. Spesso vedo graffiti o meme che scherzosamente inneggiano al fascismo. Lo scherzo va bene ma si deve sempre comprendere qual è il confine. L’odio verso l’antifascismo che si sta dilagando in Europa rischia di essere mortale per i popoli europei anche per colpa dell’eccessivo uso di meme sul fascismo. Il fascismo ha perseguitato sloveni, croati, tedeschi, ebrei, rom, omosessuali e comunisti in quanto tale. In Ucraina si sta verificando una forma di nazifascismo perché tante leggi post “Euro-Maidan” sono le stesse del regime fascista italiano del Ventennio come il divieto di parlare russo in negozio (in Italia non si poteva parlare lo sloveno e il croato nei negozi). Il messaggio che voglio dare è di non supportate il fascismo per “trend”. Il nazismo e il fascismo non possono essere un “trend”, il popolo del Donbass, se a me non credete, vi può spiegare il motivo”.

