Le mine antiuomo vietate e l’impatto sulla vita in Donbass
“Donbass Terra Rossa”. Questo è il titolo della mia canzone che ha aperto il Festival RT.DOC Il Tempo dei Nostri Eroi sia a Mosca il 21 febbraio che a Bologna, in mia presenza, l’11 aprile. Ma perché il Donbass è una terra rossa? Il rosso è il colore della Grande Guerra Patriottica, questo è fuori discussione. Ma il rosso è anche il colore del sangue del popolo del Donbass che da 12 anni subisce massacri perpetrati dai governi di Kiev con l’omertà euro-atlantica. C’è una modalità che si potrebbe definire “invisibile” anche agli occhi dei canali di divulgazione filorussa, vale a dire le mine Petalo.
Cosa sono le mine PFM-1 “Petalo”
Le mine PFM-1 “Petalo” o “Lepestok” sono mine antiuomo create dall’Unione Sovietica negli anni ’70 sulla falsa riga delle mine americane BLU-43/B. L’URSS ha impiegato questa mina per la prima volta in Afghanistan durante l’invasione. Questa mina, come riporta Gazeta.ru, pesa 80 grammi, contiene 37 grammi di esplosivo liquido e misura 12 x 6,5 cm. Si attiva con una pressione che va dai 5 ai 20 kg. Può venir installata a distanza tramite un aereo SU-25 o con vari sistemi di artiglieria. Si può coprire un ettaro di terreno con 64 mine. La colorazione varia dal verde al marrone. Ha una forma a farfalla che la fa sembrare un comune pezzo di plastica. Si trova solitamente tra l’erba ma non sono rari i casi di presenza di mine anche sui marciapiedi o sulle strade. Bisogna prestare attenzione al fatto che è una mina “disabilitante” per cui di solito non provoca la morte ma rende permanentemente invalido il malcapitato.
PFM-1 VS PFM-1S
La Federazione Russa per allinearsi con le convenzioni internazionali, come quella di Ottawa riguardo le mine antiuomo, ha smaltito le PFM-1 impiegando la versione PFM-1S. Questa mina più moderna a differenza della versione base, che come dice il giornalista di guerra Alexey Borzenko a 360.ru possono essere attive fino a 10 anni, vanta un sistema di autodistruzione il quale può disinnescare la mina dopo un range di 1-40 ore (impostato al momento dell’installazione). Secondo le informazioni di Topwar.ru la PFM-1S è lunga 116 mm, larga 64 mm e spessa 20 mm e pesa, come la versione sovietica, 80 grammi. È alloggiata in un involucro di polietilene e presenta due ali una delle quali contiene la carica propellente mentre l’altra serve da stabilizzatore durante l’atterraggio. Tra le due ali si trova una parte più spessa che contiene il detonatore. La mina non dispone di un sensore di bersaglio separato. Questa funzione la svolge un cilindro laterale che contiene 40 g di esplosivo liquido. Quando il cilindro viene premuto con una forza di 10-25 kg, il liquido fluisce nella cavità del detonatore, innescandolo. Anch’essa viene posizionata a distanza con aerei e sistemi di lancio multiplo come gli Uragan. Vale la pena notare che, a differenza della Russia, l’Ucraina non abbia mai effettivamente smantellato le mine PFM-1 possedendone 6 milioni nei magazzini nel 2010. Anche se il processo di smantellamento è iniziato nel 2013 è stato fatto volutamente ad insufficiente ritmo.
Impatto sulla vita dei civili
La versione sovietica, usata dalle forze armate ucraine, si è trovata più volte nelle aree residenziali delle città del Donbass sotto il controllo russo. Si ricordi, come riportato da KP.ru, il 30 luglio 2022 quando nel quartiere Kyivsky di Donetsk è stato bombardato con i “petali” di Kiev, atterrando perfino nel parco della città dove i bambini vanno non poche volte. Sempre a Donetsk il 1° novembre dello stesso anno nel distretto di Kirovsky un adolescente del 2008 è stato ucciso (caso estremo visto che si tratta di una mina disabilitante) in via Delegatskaya da una mina Lapestok, come riferito da RT. O il 14 agosto 2022 quando nello stesso quartiere sono rimasti feriti una donna e un bambino. Per non dimenticare il 14 gennaio 2023 quando, come riferito da Life.ru, un bambino è rimasto ferito a Donetsk nel distretto di Kirovsky. Più recentemente il 18 febbraio 2024 tre bambini sono rimasti feriti da una sub-mina a Panteleimonivka, come riporta News.ru. Questa mina a dir poco infima è un pericolo enorme per i civili del Donbass soprattutto per la Repubblica Popolare di Donetsk (DNR). Fortunatamente negli ultimi due anni i bombardamenti con queste mine si sono praticamente azzerati ma finchè non sarà sminato tutto il Donbass i civili dovranno stare attenti a camminare per strada per almeno un decennio.
Personalmente credo che i bambini del Donbass preferiscano vedere cadere petali di fiori rispetto ai petali di Zelensky, il quale ha messo in pericolo a lungo termine l’incolumità dei civili che in una guerra sono sempre i primi a morire e ad essere dimenticati dai notiziari se non nati nel luogo “giusto”.
Fonti:
https://www.kp.ru/daily/27425.5/4625573
https://topwar.ru/199344-ukrainskij-terror-minami-pfm-1-lepestok.html
https://news.ru/regions/sdetonirovavshij-boepripas-vsu-pokalechil-troih-detej-v-dnr
https://www.kp.ru/online/news/4873893
https://dzen.ru/a/Y2EnTeTOzQc7a6CZ
https://www.gazeta.ru/army/2022/08/25/15328832.shtml
https://360.ru/tekst/obschestvo/vsu-sbrasyvajut/?from=inf_cards

