Il divino socialista

Di Giacomo Petrella


Il monumentale lascito filosofico di Costanzo Preve credo si possa sintetizzare nello sviluppo di una grande questione: lo sforzo, veritativo, di riportare il marxismo dentro la Fenomenologia dello Spirito di Hegel. Uno sforzo filosofico decisivo per i nostri tempi, laddove ormai pare storicamente data e
chiara la debolezza del percorso illuministico e positivistico del marxismo all’interno della trappola “progressista” e “nichilista”.

Preve ha questo enorme merito: quello di aver affrontato, appunto, il tema della tecnica che diventa soggetto (ossia del capitalismo) e dell’alienazione umana come aspetti stessi del nichilismo trionfante, ma da una prospettiva completamente diversa rispetto ad autori irrazionalisti come Heidegger e Severino,
autoconfintatisi in una nuova improbabile ricerca metafisica. Il socialismo comunitario come risposta dialettica (tesi-antitesi-sintesi) all’errore del
marxismo scientifico che giustamente Preve coglie come ennesima (per quanto validissima diagnosi e tentativo di modifica del mondo) “coscienza infelice” dentro all’ambito del capitalismo: il materialismo storico ed il suo finalismo positivista furono infatti il grande mito incapacitante che ha permesso, infine, il trionfo in occidente del neoliberismo degli ultimi 40 anni.
Ma cosa significa riportare Marx dentro il pensiero Hegeliano? In primis accettare il marxismo come prassi in costruzione all’interno della dialettica del mondo. Ma soprattutto calare il proprio impegno individuale e collettivo nell’appartenenza spirituale al Tutto, alla sua Ragione universale, in un percorso veritativo che superi il mero dato esatto, particolare, tecnico, per sua natura instupidente, atomizzante e creatore di bisogni divisivi. Nell’epoca in cui alla sempre più crescente alienazione umana, addirittura esaltata nelle teorie del capitalismo transumanista, il mercato risponde con la mercificazione e dei corpi
e delle anime – la content-creator di OnlyFans risponde allo stesso bisogno cui risponde il life coach social guru – vivere in modo esemplifico, comunitario, il divino socialista come necessaria risposta del Mondo allo stupro di se stesso, sarà presto il vero modo di testimoniare un possibile cambiamento.
Laddove non esiste più l’identità delle classi sociali, ma rimane ancora un vasto sentimento di appartenenza a ciò che è umano – il giusto mezzo fra microcosmo e macrocosmo, fra individuo e comunità, fra libertà e tecnica – contrapporre al falso stoicismo resiliente che oggi le classi dominanti impongono come filosofia di fondo (guarda caso uno dei momenti dialettici della coscienza infelice di Hegel), la sintesi di un profondo, spirituale, socialismo comunitario, sarà presto il compito più importante ed impegnativo per chi sente di non appartenere a questo sistema.